Animaletti nervosi in lotta contro il Nulla.
Chissà
Sul Maleppeggio di questo mese c’è un mio pezzo.
Ieri ho passato mezzo pomeriggio a girare per negozi di biciclette.
Vorrei comprare una bicicletta. Solo che non so di che tipo. Innanzitutto: city bike o mountain bike? Perchè per la città ci sta bene la city; ma se ti prende lo sconfinfero di girare fuori pista per un parco pubblico? E se ti prende l’ardire di farti una domenica ai Castelli?
Sono problemi, sono.
In tutto ‘sto mezzo pomeriggio di ieri ho appreso parecchie cose. Innanzitutto, che le biciclette costano. Inizialmente pensavo di comprarla rubata, e infatti sono andato a Porta Portese a informarmi se ce l’avevano “movimentata”, “sgraffignata” (la parola esatta però è “movimentata”; se dici “sgraffignata” a un potenziale ricettatore, si insospettisce.)
L’ho chiesto a uno con l’aria gaglioffa.
“Ce l’hai una bici movimentata?”
“No.”
“Niente niente?”
“No.”
Allora mi sono informato sui prezzi delle bici non-movimentate. Dai 150 euro in su!
Cazzo! Io so’ povero, mannaggia il neoliberismo.
Col mio fido motorino sono corso via da Porta Portese, proverbiale luogo di truffe e perdizione, in cerca d’altri negozi. Li ho trovati. Apriti cielo! Dai 190 euro in su! Cazzo! Io so’ povero, mannaggia il neoliberismo.
Alla fine sono andato da Cisalfa a viale Marconi. Lì c’avevano una mountain bike dozzinale bianca e rossa però nuova a 89 euro. Cazzo! Mannaggia il neoliberismo, era il prezzo migliore che avessi mai visto. Però non l’ho comprata. Nonostante avessi i soldi. Forse non è che mi vada tanto, di comprarmi la bicicletta. Perchè faticare? Chissà.
Invece di comprare la mountain, sono entrato nel negozio accanto a Cisalfa, Oviesse. Mi sono diretto nel reparto dei vestiti per vecchi, accanto all’area “Signori grandi forme”. Per 19 euro e 90 cents ho portato a casa uno splendido paio di pantaloni, assai fighi, sì sì, però da vecchi, cioè pensati dagli stylist di Oviesse per gli anziani, ma che per qualche oscura ragione legata a dinamiche socioeconomiche assai complesse per essere spiegate e previste, dinamiche che se fossero prevedibili sarebbero esattamente una manna dal cielo per gli esperti di marketing e per gli stylist di tutto il globo, vabbè, insomma, ‘sti pantaloni pensati per i vecchi si sono rivelati molto belli per un ventottenne romano dai gusti diciamo casual ma anche di sinistra e quindi poco-avvezzo-ad-ostentare-i-brands e così li ho comprati.
Poi ieri sera li ho indossati. Mi calzavano a pennello.
In tutto questo, mentre tornavo a casa dall’Oviesse, mi è sorta spontanea una domanda. Ma secondo quale logica idiota: le biciclette per maschi hanno la canna insidiosamente e minacciosamente vicina ai “gioielli di famiglia”, mentre quelle per femmine, che sicuramente da quelle parti sono un po’ meno sensibili ed esposte, la canna parte dal sellino per parabolare, con irreprensibile ostinazione, decisamente all’ingiù, allontanandosi in un battibaleno dai momenti più intimi della pedalata?
Vi prego, rispondetemi.
